Vuoi sapere chi non sono?

Perché dirti chi sono? Tutti sappiamo esattamente cosa siamo.

Anzi: tutti sappiamo cosa vorremmo essere, e , di conseguenza, plasmiamo la nostra immagine come fosse un simulacro. Una splendida luce diafana in cui accecarsi.

Proviamo a fare un gioco: diciamo chi NON siamo

Difficile vero? Ci è stato insegnato che nella negazione vive il seme del peccato.

Ma per me il confronto con la negazione significa crescita.

Per cui vi dirà cosa non sono:

Non sono un condottiero. Adoro l’indispensabile subordinazione che lega gli esseri umani e li rende gregari interdipendenti.

Non sono un perfezionista. Adoro quelle sbavature impavide che rendono unici e vulnerabili soggetti altrimenti noiosi.

Non sono il classico “monopolare”. Ho tanti caratteri quante sono le lune di Giove. Ognuno di loro ha le sue spiccate emotività, a ciascuno spetta una debolezza intrinseca.

Non sono estroverso, almeno nella classica accezione del termine. Adoro la mia solitudine, adoro cadere negli inganni solipsistici quando pensi che puoi bastarti in tutto e per tutto. Una volta presa coscienza adoro riscoprirne le limitazioni.

Non sono uno statico del pensiero. Adoro ammettere di aver sbagliato ed amo il gioco di sguardi che si intrecciano tra due persone quando l’una sa di aver contribuito al sapere e alla conoscenza dell’altra.

 

Questo NON sono io.

Sicuramente NON sono molto altro ma per ora non mi viene in mente altro.

Col tempo continuerò a dar nutrimento a questa pagina